mercoledì 21 ottobre 2009

dalla Germania, dal Medioevo, una dottoressa: HILDEGARD VON BINGEN

In questo mese raccontiamo la storia di una monaca, dottoressa, musicista e teologa tedesca vissuta a Bingen in Germania nell' XI secolo.

Questa scelta deriva dall' intenzione di dare spazio anche all' universo femminile nel mondo della Medicina, e di raccogliere qualche testimonianza dal passato remoto, nostra grande passione. Finora abbiamo raccolto testimonianze dall'etá moderna, contemporanea, classica e persino da usi e tradizioni ancestrali a questa suddivisione del tempo, ma non avevamo ancora descritto qualcosa che venisse dal Medioevo. Non che quest' epoca sia oggi riconosciuta come momento di grande fermento intellettuale e scientifico, almeno in Europa, ma é senz' altro un momento interessante, in cui tutta l' ereditá del mondo classico é fortemente intrisa di elementi superstiziosi e popolari, propri di un momento dalla non chiara inquadrazione storica e dalla forte assenza di una guida scientifica. Da qui l'idea, appunto, che molte delle informazioni piú curiose proprio dagli autori di questo periodo possano venirci. purtroppo, ovviamente, non molti medici hanno avuto la fortuna di tramandarci le loro cure, sopravvivendo eccezionalmente solo i precetti di quei personaggi che hanno avuto altro ruolo al di fuori della medicina, come appunto Hildegard von Billigen.


Il contesto della Medicina nel Medioevo é anche temporalmente suddivisibile: in Europa, per tutto l'alto medioevo e fino al Concilio di Clermont nel 1130, la Medicina era materia di Monaci e Monache, che nei loro Monasteri ricopiavano testi medici della cultura latina, greca ed araba, ed anche applicavano quanto apprendevano: c' erano delle aree del monastero dedicate alla cura dei malati, e delle aree in cui venivano coltivate le erbe mediche. Unica eccezione in tutta Europa era la scuola di Salerno, che giá verso la fine del X secolo si rese famosa in tutto il mondo conosciuto perché veniva insegnata la Medicina, sia a uomini che a donne, sia a cristiani che a ebrei che a arabi. Importanti maestri furono Costantino l' africano e Ruggero Frugardi, i cui insegnamenti chirurgici si diffusero per secoli in tutta Europa. Da tutta Europa venivano studenti a studiare a Salerno, 5 anni sui Libri e poi 1 anno pratico prima di poter esercitare. Ancora una eccezione era l'insegnamento della Chirurgia, materia che rimarrá fino al Settecento esercitata da Barbieri e affini, branca parallela ma inferiore alla Medicina. Nel XII secolo peró la nascita delle Universitá trasformó l'insegnamento della medicina in una materia piu scolastica, spostandosi quindi lo studio di questa verso le Universitá. le piu importanti facoltá di medicina d'europa erano padova, bologna e parigi. in realtá pero l'insegnamento era assai sterile, perché si rifaceva al piu grande autore latino, Galeno, che peró tante inesattezze insegnava, ma che non potevano essere messe alla prova. anche il teatro anatomico di padova, del 1222, spesso davanti all'evidenza doveva comunque stare ai dettami di Galeno.

la Medicina scolastica fu presente per tutto il basso medioevo, fino al XVI secolo.


Le cure erano molto specifiche per il caso, paziente e disponibilitá di erbe mediche. Le prime Farmacie nacquero nel 1240 per ordine di Federico II e dovevano rispettare standard di qualitá e competenza da parte del farmacista. L'ospedale é per tutto il medioevo un luogo riservato alla povera gente: nobili e benestanti ricevevano a casa le visite del medico. Le uniche eccezioni erano alcuni pochi ordini cavallereschi, che costruirono i primi ospedali a Gerusalemme, Malta e Kos, il cui ruolo nell' assistenza medica ancora oggi é importante.


e torniamo dunque ad Ildegarda. nacque intorno al 1098, di nobile famiglia, fu sin da piccola ispirata alla vita religiosa, cui prese parte, in un chiostro di monache benedettine, a 14 anni, nell' area della valle del Reno, Bingen. Fu un personaggio molto apprezzato all'epoca, tanto da ottenere concessioni e rispetto anche dalle maggiori autoritá ecclesiastiche. Tutto il suo operoso e attento lavoro é contornato da una atmosfera di profonda misticitá, venendole incontro sovente delle Visioni divine, su cui montava le sue elucubrazioni filosofiche, di grande spessore, sul significato della Natura, Religione e Uomo, sull' inscindibilitá di queste tre entitá.

Riguardo alla Medicina e alla Biologia, ci sono pervenuti in realtá poche opere letterarie, soprattutto nessuna fonte diretta.

Lei è la prima dottoressa tedesca; aveva grande conoscenza, come monaca, delle principali erbe mediche giá note alle culture latina, greca ed araba, che nelle sue cure univa ai trattamenti superstiziosi locali, in un misto di esperienze esoteriche. Per l'ampissima conoscenza di piante, radici, erbe, estratti, é senza dubbio la madre dei rimedi e delle medicine naturali, oggi tornate di grande moda.

Non sappiamo se la sua concezione di un grande equilibrio del corpo umano con l'anima e la coscienza, per cui un male a livello dell'animo puó avere una conseguenza corporea, è causa o conseguenza di un caposaldo della filosofia della medicina cristiana, quello di individuare la malattia come una punizione e la cura come un castigo, un espiazione delle colpe, ampiamente ancora presente ai giorni nostri. Se anche lei avesse questa interpretazione non possiamo saperlo. Lei é peró un personaggio alquanto controcorrente rispetto all' Ortodossia del tempo, essendo una donna ed avendo un ruolo importante nell'ambito culturale, e occupandosi della sessualitá molto di piu di quanto la castitá del suo ruolo le potesse in realtá consentire. Oltre a problematiche filosofiche, religiose e mediche, si é interessata anche di altri aspetti della vita umana: é una importante autrice musicale, soprattutto di canti e cori, sono pervenuti a noi alcuni brani come la Sinfonia della armonia delle rivelazioni celesti, oltre ad altri brani musicali e testi e drammi liturgici. In piú si occupava di aspetti della vita quotidiana, per esempio descrive magistralmente il comportamento del cane:


Physica (PL VII, 20, coll. 1327D-1328A ; cfr. L. Moulinier, Le manuscript, p. 251)

"I l cane è molto caldo ed ha qualcosa di comune e di connaturato alle usanze degli esseri umani, ed è per questo che va d'accordo con loro e li comprende, si affeziona e sta volentieri in loro compagnia, ed è fedele; per questa ragione il diavolo odia il cane e ne ha paura, a motivo della sua fedeltà verso l'uomo. Il cane si accorge se un uomo nutre odio, se è in collera, se è cattivo, e allora ringhia contro di lui; e se comprende che in una casa vi sono odio e collera, ringhia a voce bassa fra sé e sé, e mostra i denti, per far vedere che è in collera. Allo stesso modo, se un uomo alberga in sé il tradimento, il cane gli mostra i denti, anche se quest'uomo e questo cane sono amici, perché il cane sente e comprende quello che accade all'interno dell'uomo. E se in una casa vi è un ladro, o qualcuno che progetta un furto, allora ringhia e diventa aggressivo nei suoi confronti, e si comporta con lui diversamente che con gli altri, gli va dietro e lo annusa, gli sta continuamente accosto, e in questo modo si può individuare il ladro. E talvolta ha il presentimento dei fatti e delle cose allegre e tristi che stanno per accadere all'uomo, e a seconda di che si tratta abbaia e attira l'attenzione; quando stanno per accadere cose allegre, scodinzola con allegria, e quando stanno per accadere cose tristi ulula con tristezza.


dopo la sua morte, nel 1179, fu fatta Santa, e oggi le sue Reliquie (tante) sono per lo piú reperibili in Eibingen. Le suggestive rovine del Monastero in cui viveva sono oggi visitabili, nella valle del Reno, in Germania.


fonti: Wikipedia in Tedesco, libri dell' autrice, brevi commentari italiani.

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